Slow Food è un’associazione no-profit che opera in 150 paesi del mondo e le sua filosofia promuove un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti!

L’associazione, fondata da Carlo Petrini nel 1986, sin dagli inizi si pose l’obiettivo di dare un reale valore al cibo, rispettando chi lo produce e chi lo mangia!
Il tutto in assoluta armonia con l’ambiente, grazie ai saperi e le conoscenze di cui sono custodi i territori e le tradizioni locali.  

Pertanto, gli alimenti inseriti tra i presìdi Slow Food si distinguono per tre precise caratteristiche:

  1. buoni – alimenti di qualità ed eccellenza
  2. puliti prodotti  in modo ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente
  3. giusti conformi all’equità sociale, durante la produzione e la commercializzazione.

Perché è nata l’associazione Slow Food?

Tutto ebbe inizio alla fine degli anni Ottanta: il mondo stava affrontando importanti cambiamenti sociali e ambientali che, finalmente, cominciavano a smuovere gli animi proprio su queste fondamentali tematiche.
Il 1986, in particolare, fu l’anno del disastro di Chernobyl, dello scandalo del vino al metanolo e della lenta ma inesorabile scomparsa dei sapori autentici tradizionali a favore dell’innovazione enogastronomica.
In tanti, forse in troppi, sembrarono rassegnati a subire ogni capriccio della modernità in nome di un cambiamento che appariva necessario e inevitabile! 

Fortunatamente, in questo contesto di fortissima globalizzazione in cui i fast food prendevano sempre più il sopravvento, un gruppo di appassionati “bastian contrari” decise di remare contro l’onda yuppie e il cibo spazzatura.
Questo tenace gruppetto d’avanguardia lottava in nome del gusto italiano e del mangiare genuino, a difesa delle biodiversità alimentari e delle cucine locali.
Nacque così l’Arci Gola (in un secondo momento Slow Food) a Bra che divenne il luogo simbolo di una nuova resistenza.

Quali sono gli obiettivi di Slow Food?

Sin dagli albori, i fondatori di questo movimento rivoluzionario decisero di valorizzare le economie su piccola scala sopraffatte dall’imperante irruenza del mercato globale.
In realtà quella che all’inizio poteva sembrare una “confraternita di ghiottoni nostalgici” si rivelò, gradualmente, un’avanguardia in grado di rispondere concretamente a domande lasciate, troppo tempo, senza risposta dai potenti.
Slow Food cercò di lavorare in modo tangibile su temi fondamentali come la qualità del cibo, l’ambiente, il biologico, lo sviluppo sostenibile e i nuovi stili di vita.
Per questi motivi nel 1987 l’associazione decise di redigere un vero e proprio Manifesto che fa del piacere il mattone di un nuovo modello culturale e trasforma il vivere slow in un obiettivo reale. 

Negli anni Slow Food, grazie al suo costante impegno, ha avuto la capacità di interpretare sogni e bisogni della contemporaneità favorendo così anche il successo dell’associazione!
Quest’ultima, di fatto, ha superato il localismo d’elite degli inizi e ormai riesce a mettere d’accordo pensieri, ideologie e mestieri differenti (quasi agli antipodi) come

  • intellettuali e ristoratori 
  • impiegati e braccianti
  • contadini e no global
  • destra e sinistra  
  • gourmet di alto livello e agricoltori diseredati del terzo mondo.

Secondo Slow Food siamo tutti sulla stessa barca e, di conseguenza, si rema tutti insieme!
Non a caso l’associazione favorisce confronti concreti e proficui tra produttori di eccellenze e consumatori riflessivi.
Grazie anche alla collaborazione e il sostegno di numerosissimi ambasciatori d’eccezione a livello globale come Michelle Obama e il principe Carlo d’Inghilterra, solo per citarne alcuni. 
In sostanza l’associazione ha raggiunto, non senza difficoltà, importanti vette e ha conquistato il cuore e il palato di tutto il mondo!
Ormai il popolo di Slow Food è composto da milioni di individui: comunità e presìdi che diffondono in ogni angolo del pianeta la buona novella alimentare!

Buono, pulito e giusto per tutti!

Questo è lo slogan dell’associazione Slow Food che, attraverso la sua fitta rete di persone attive a livello internazionale, lavora per:

  • tutelare la biodiversità
  • costruire relazioni tra produttori e consumatori
  • migliorare la consapevolezza sul sistema che regola la produzione alimentare.

Inoltre, si oppone strenuamente al processo di standardizzazione dei gusti e delle culture e allo strapotere dell’industria agroalimentare.

Slow Food si impegna nella salvaguardia di cibi e tecniche di trasformazione tradizionali, nella difesa della biodiversità delle specie coltivate e selvatiche, nonché nella protezione di luoghi conviviali che per il loro valore storico, artistico o sociale fanno parte del patrimonio gastronomico!
Di conseguenza, come riesce l’associazione a realizzare i propri obiettivi?

  1. Coordina e realizza progetti di ricerca per la tutela delle identità culturali legate alle tradizioni alimentari e gastronomiche
  2. propone e organizza programmi di cultura alimentare e sensoriale diretti ai soci
  3. difende la necessità di informazione da parte dei consumatori 
  4. favorisce un turismo attento e rispettoso dell’ambiente 
  5. promuove iniziative di solidarietà 
  6. pianifica numerosi eventi e manifestazioni nazionali e internazionali 
  7. pubblica guide e saggi sui temi dell’alimentazione e dei prodotti tipici.

Di base, l’importante è trasmettere la filosofia del “buono, pulito e giusto” fin da bambini.
In questo modo sarà possibile far crescere la coscienza e la consapevolezza del pensiero slow dei baby consumatori, aiutandoli a instaurare un rapporto corretto con gli alimenti.
Ciò è possibile attraverso una giusta educazione verso il cibo e azioni concrete per la salvaguardia delle produzioni tradizionali e della biodiversità che, in seguito, sono raccolti e catalogati nei rinomati presìdi dell’associazione in cui potrai trovare anche il nostro inimitabile Ficu!

Cosa sono i presìdi Slow Food?

Secondo la filosofia dell’associazione è necessario dare un reale valore al cibo attraverso dei semplici accorgimenti:

  1. scegliendo materie prime locali 
  2. rispettando le stagioni 
  3. lavorando direttamente con i piccoli produttori per conoscerli e valorizzarli.

In questo modo sarà possibile tutelare e soprattutto valorizzare l’infinito patrimonio gastronomico tradizionale!

In Italia i  presìdi Slow Food sono 319 e coinvolgono numerosissime tipologie di piccoli produttori:

  • casari
  • contadini
  • pescatori
  • norcini
  • pastori
  • fornai
  • pasticceri

Di fatto tutti loro sono esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di produzione rigorosamente basato su: 

  • qualità
  • recupero dei saperi e delle tecniche produttive tradizionali
  • rispetto delle stagioni
  • benessere animale. 

Slow Food assicura il rispetto delle regole esercitando un severo controllo sui propri associati.
Infatti i produttori riuniti nell’associazione devono seguire determinate direttive:

  1. salvare i prodotti:
    buoni, ovvero di alta qualità e radicati nella cultura locale
    puliti, ottenuti con tecniche sostenibili e nel rispetto del territorio
    giusti, realizzati in condizioni di lavoro rispettose delle persone, dei loro diritti e che garantiscono una remunerazione dignitosa;
  2. rafforzare le economie locali e favorire una fruttuosa alleanza tra chi produce e chi consuma;
  3. riportare sempre in etichetta o sulle confezioni dei propri prodotti il contrassegno “Presidio Slow Food” che li identifica.
    In questo modo il produttore garantisce che il suo operato è basato sul rispetto della tradizione e della sostenibilità ambientale.

La capra Girgentana è presidio Slow Food e nella nostra azienda rispettiamo, rigorosamente, le regole del Manifesto.
Di fatti sia in caseificio sia negli allevamenti ci impegniamo per seguire alla lettera le linee guida dell’associazione!

Per saperne di più dai un’occhiata a https://formaggidicapragirgentana.it/la-girgentana/

In questi ultimi anni sempre più persone hanno sposato il pensiero di Slow Food, tanto che l’associazione è diventata un vero e proprio punto di riferimento.
La sua filosofia basata sulla lentezza (da qui il simpatico simbolo della chiocciolina) e il piacere del buon cibo ha permesso a Slow Food di evolversi e trasformarsi in un movimento internazionale!
Alla fin fine il detto “Chi va piano va sano e va lontano” è validissimo in tutto il mondo, soprattutto a tavola!